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Vaccinazione infantile: pro, contro e falsi miti

Intensi processi di vaccinazione infantile e non hanno eradicato o reso molto gestibili malattie altrimenti pericolose e mortali. Eppure molti hanno ancora dubbi in merito, spesso inculcati da persone che traggono vantaggi dalla confusione e dallo scarso approccio scientifico. 

Avevamo già parlato di alcune delle più famose fake news sui vaccini in questo articolo, che ti consigliamo di recuperare se non l’hai già letto. 

Oggi in particolare vogliamo parlare di vaccinazioni infantili, per i bambini più piccoli e per gli adolescenti. Ci concentreremo anche sui vari pro, contro, sui falsi miti e sulle notizie che abbiamo, per il momento, sui vaccini anti-Covid di Pfizer, Mederma e Astrazeneca. 

Iniziamo, e speriamo di fare un po’ di chiarezza! 

Quali sono i vaccini obbligatori in Italia

In Italia i vaccini obbligatori per i bambini e i ragazzi sono quelli effettuati per le seguenti infezioni:

  • Poliomielite
  • Difterite
  • Tetano
  • Epatite B
  • Pertosse
  • Haemofilus Influenzae tipo B 

Questi vaccini sono obbligatori fin dal 1999. Nel 2018 si sono notati gli effetti negativi della copertura vaccinale in calo, cioè del numero di vaccinazioni infantili effettuate, che hanno rimesso sulla scena malattie pericolose che pensavamo essere quasi debellate. Dunque sono stati resi obbligatori fino a contrordine anche i vaccini contro: 

  • Morbillo
  • Rosolia
  • Parotite 
  • Varicella

Senza questi vaccini i bambini e i ragazzi non sono ammessi a scuola e i genitori ricevono una multa. Il calendario vaccinale è consultabile attraverso il sito del Ministero della Salute e con il proprio medico o pediatra di fiducia. 

I bambini esonerati devono o avere già avuto una di queste malattie (e dunque essere stati immunizzati naturalmente) o essere affetti da una delle patologie o condizioni prescritte dalla legge. 

vaccinazione infantile

Altri vaccini, come quello contro la meningite, la polmonite oppure l’influenza sono consigliati per altre persone, come gli operatori sanitari o gli anziani. 

In merito al vaccino contro il Covid-19, sappiamo per ora che non sarà obbligatorio, ma fortemente raccomandato per tutte le persone che possono farlo. 

Le leggende metropolitane e le fake news sulle vaccinazioni infantili

Esistono moltissime leggende urbane e fake news che gravitano attorno al tema delle vaccinazioni infantili. La maggior parte deriva da: 

  • Errori nell’analisi di cause ed effetti. Per esempio, la correlazione tra vaccini e autismo venne proposta da un fallace articolo scientifico (poi ritirato e sconfessato) perché i sintomi dell’autismo compaiono generalmente alla stessa età di somministrazione dei vaccini. Nonostante questo nesso temporale, però, non esistono prove che le due cose sia correlate da rapporto di causa ed effetto. Cioè, in sostanza, i bambini autistici avrebbero manifestato i sintomi anche senza i vaccini. 
  • Articoli scientifici falsi, errati o fallaci, che entrano in circolazione nella popolazione, che però non ha i giusti strumenti per capire di trovarsi di fronte ad un falso. 
  • La proliferazione di notizie che cercano di scatenare il panico. Chi mette in giro queste voci, per esempio sui social network, trova il modo di guadagnare denaro dai like, dai commenti e dalle condivisioni: questo è il motivo per cui continua a spargerle. 
  • Ignoranza scientifica. La cultura scientifica nel nostro paese non è mai stata realmente promossa, e i cittadini non hanno spesso gli strumenti per comprendere quali siano le fonti di informazioni affidabili e come riconoscere le notizie false. 

Le più diffuse fake news sui vaccini sono: 

  1. Certe malattie si controllerebbero con la sola igiene, quindi i vaccini non sono necessari. Questo è vero per alcune infezioni, ma non per tutte. Se non ci vaccinassimo, in poche settimane o mesi ci sarebbe un aumento esponenziale dei casi di contagio, per esempio di morbillo, rosolia, varicella, pertosse, poliomielite.
  2. I vaccini sono poco sicuri, tossici, nocivi o mortali. Anche questo è falso. I farmaci commercializzati nell’Unione Europea, compresi i vaccini, affrontano un lungo e severo processo di controllo scientifico, per garantire la salute degli utilizzatori. 
  3. I vaccini danno effetti collaterali. Generalmente sono limitati e di poco conto: poche linee di febbre per qualche ora o un po’ di dolore nel punto dell’iniezione. Niente a che vedere con i veri danni che le malattie che prevengono possono scatenare. Per esempio, il morbillo può lasciare il paziente con disturbi dell’apprendimento, del movimento, della coordinazione, completamente incapace di prendersi cura di se stesso. Danni facilmente evitabili con la prevenzione vaccinale infantile.
  4. L’immunizzazione con la malattia “vera” è più affidabile. In realtà i vaccini stimolano una risposta del sistema immunitario molto simile a quella causata dalla contrazione della malattia. Però, evitano i danni più gravi e severi per la salute. 

Pro e contro della vaccinazione infantile

I contro della vaccinazione infantile sono pochissimi. Spesso i sintomi passano da soli in poche ore e comprendono un po’ di febbre o qualche rossore o prurito nel punto in cui viene eseguita l’infezione. A questi piccoli effetti collaterali corrispondono però moltissimi benefici, per tutti! 

Ecco i principali: 

  1. Il bambino o l’adolescente non si ammala, o si ammala in modo lieve e assolutamente gestibile senza gravi danni a lungo termine
  2. Il sistema sanitario non viene sovraccaricato dalla presenza di malati, rischiando di togliere risorse ai pazienti che invece hanno bisogno di aiuto 
  3. Le persone che non possono vaccinarsi (come chi ha il diabete, l’HIV, chi esegue una chemioterapia, le donne in gravidanza) sono protette in modo passivo. Se i virus smettono di circolare perché la maggior parte della popolazione è vaccinata, anche chi non può vaccinarsi è difeso. E’ la cosiddetta “immunità di gregge”, un fattore fondamentale di solidarietà e difesa dei più fragili
  4. I bambini veicolano per natura moltissime infezioni. Nessun adulto penserebbe di mettere in bocca un oggetto e poi di passarlo ad un amico: i bambini invece lo fanno, giocando, all’asilo, con i fratelli. Un adulto coprirebbe naso e bocca se starnutisse o tossisse: un bambino no, specie se molto piccolo. Quindi i più piccoli costituiscono un pericolo per l’accensione di focolai infettivi, facilmente eliminabili con la vaccinazione infantile. 
  5. Il costo di produzione dei vaccini è molto inferiore a quello delle cure per le malattie che prevengono. Se un vaccino costa generalmente poche decine di euro (molte delle quali spesate dal Servizio Sanitario Nazionale), le cure per queste malattie possono costarne decine di migliaia. Pensare che i vaccini vengano venduti per ragioni di guadagno è decisamente contro-intuitivo per questa motivazione: se qualcuno speculasse sulla salute dei cittadini, avrebbe più interesse a farli ammalare che a prevenire le infezioni. 

Vaccinarsi non è dunque solamente un fatto di protezione individuale, ma collettiva. Un vero e proprio gesto di solidarietà che è bene insegnare ai più piccoli, perché siano adulti più sensibili, coscienti e interessati agli altri quando saranno grandi! 

Speriamo che questo articolo abbia chiarito qualcuno dei dubbi che la vaccinazione infantile scatena! Diffondilo sui social network con un commento o una condivisione per farlo leggere ai tuoi amici ancora dubbiosi! 

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