Salute

I vaccini fanno male? 5 motivi per non fidarti di questa fake news!

Quando si parla di salute è normale, se non si è esperti, venire allarmati da ogni notizia e novità. Quella sulla pericolosità dei vaccini è una fake news davvero vecchia, ma che continua a circolare sui social. Moltissime persone nei paesi occidentali pensano che sia vero: ma perché? Come si è diffusa la diceria che i vaccini fanno male? 

Abbiamo raccolto cinque motivi per cui non devi fidarti di questa notizia falsa! 

Primo: nessuna pubblicazione scientifica ha confermato la pericolosità dei vaccini

Fin da quando questi farmaci sono in uso vengono annualmente condotti decine di studi sui loro effetti. Nessuno studio scientifico ha mai messo in diretta relazione malattie o patologie con la loro somministrazione. 

La fake news sulla pericolosità dei vaccini non circola infatti negli ambienti medici, ma in luoghi non ufficiali. Il posto perfetto per farla nascere e girare sono i social. Decine di utenti poco esperti, con scarsa coscienza scientifica e critica e un metodo rapidissimo per la veicolazione. A suon di like e condivisioni, la diceria è arrivata praticamente in ogni nazione. 

Vaccini

Secondo: in tutti i paesi in cui si usano quotidianamente la mortalità cala e non cresce

Ovunque siano previste abbondanti campagne di vaccinazione la mortalità, specialmente infantile, cala progressivamente. Certo questo è l’esito di molti miglioramenti della scienza. Banalmente, farmaci più efficaci e sempre più medici impegnati scongiurano molti rischi per la salute. 

Eppure, dovunque si usino i vaccini, le persone che si ammalano gravemente di certe infezioni e muoiono decrescono progressivamente. Questa informazione dovrebbe già da sola farci pensare, se leggiamo che i vaccini causano malattie, di essere di fronte ad un falso. 

Terzo: fanno risparmiare moltissimo denaro ai sistemi sanitari

Uno dei capisaldi della fake news sui vaccini è che la loro vendita arricchisca le case farmaceutiche. Per questo motivo fanno pressione per il loro utilizzo. 

In realtà, il costo di produzione di molti vaccini è diventato ormai davvero basso. Le case farmaceutiche guadagnerebbero molto più denaro lasciando che ci ammalassimo e vendendo farmaci per curarci. Inoltre, l’uso dei vaccini scarica molta pressione dai sistemi sanitari. 

Purtroppo siamo stati tutti testimoni di cosa accade quando su ospedali e medici grava il peso di decine di malati che non possono essere curati. Gran parte dei danni causati dal Covid-19 è stata causata da questo: non esiste né una cura né un vaccino. 

Dunque istituti di ricerca e ospedali sono stati intasati di malati e hanno dovuto spendere miliardi e miliardi per cercare di riparare ai danni. 

Quarto: non esiste una relazione con l’autismo

Un’altro dei punti di forza degli antivaccinisti è la convinzione che i vaccini causino l’autismo. La realtà è più complicata di così. 

Come tutti i farmaci, anche i vaccini hanno degli effetti collaterali. Nella stragrande maggioranza dei casi sono di minima entità. Di solito si tratta solo di qualche linea di febbre o di un po’ di fastidio nel punto dell’iniezione. 

Quel che conta davvero è il rapporto tra costi e benefici. In questo caso: 

  • I costi sono pochissimi, economicamente e per la salute
  • I benefici, invece, sono enormi

Chi sostiene che i vaccini causano l’autismo dice che i sintomi dell’autismo compaiono nel periodo delle vaccinazioni. La corrispondenza temporale fa pensare che una cosa scateni l’altra. 

In realtà questa è solo una sfortunata coincidenza. Il calendario vaccinale è fisso: è bene che certi vaccini vengano usati ad età specifiche. Purtroppo, nello stesso periodo spesso si scopre che i bambini con l’autismo sono malati. Questo innesca la falsa convinzione che le due cose siano legate. In realtà, i bambini con l’autismo avrebbero manifestato i sintomi anche senza i vaccini. 

E quinto: i vaccini proteggono tutti, non solo i vaccinati

Chi pensa che i vaccini siano pericolosi dice: “Perché dovrei vaccinarmi io, se sono sano?”. In teoria è un pensiero giusto: perché assumere un farmaco se non si è malati? 

I vaccini funzionano come dei preventivi, però. Chi più di una persona sana dovrebbe essere interessata a non ammalarsi? Ecco dunque che la fake news si smonta: i vaccini servono soprattutto a chi è in salute! 

Vaccini

C’è poi la questione della responsabilità sociale. Non tutte le persone si possono vaccinare per ogni malattia. Per esempio: 

  • I bambini troppo piccoli
  • Chi ha malattie pregresse, come l’HIV o il diabete
  • Chi è in cura per un tumore
  • Le donne incinte

In certi di questi casi i vaccini non possono essere somministrati alla persona direttamente. 

Se tutti ci vacciniamo, dunque non faremo da veicolo per l’infezione, i virus responsabili continueranno a girare senza trovare nessuno da infettare. Di conseguenza, anche chi non può vaccinarsi sarà al sicuro! La cosiddetta immunità di gregge si verifica quando non meno del 95% della popolazione è vaccinata. Nei paesi occidentali sarebbe facilissimo ottenere questo risultato. Ma purtroppo, chi guadagna dalla diffusione di false notizie sta impedendo questo traguardo. 

Non lo sapevi? Ebbene sì: è chi mette in giro falsità a guadagnare, non le case farmaceutiche! Dati, like e commenti servono a queste persone per farsi pubblicità e speculare. Spesso sulla salute dei più deboli. 

Conoscevi questi motivi che rendono assolutamente non plausibili le fake news sui vaccini? Raccontacelo in un commento! 

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